Un Sabato speciale.

E’ bello passare questo Sabato Santo con Mario.

Questo è il giorno del silenzio.

Dopo il gran dolore del venerdì del Calvario e prima dell’alba incredibile della risurrezione.

Tra i tre del Triduo, e’ il giorno più normale e comune alla esperienza di tutti.

Giorno del distacco, della prima assenza, della mancanza ancora tutta da realizzare. Il momento in cui, e anche questo lo proviamo tutti, la fine delle sofferenze di chi ci è stato tolto è comunque un amaro, doloroso, inaccettabile fino a ieri, “sollievo”. Pronto a trasformarsi in rimpianto, in struggimento, in tristezza profonda. Ma, ora, un attimo di respiro sospeso e di sospensione dal male, che per ciò stesso, è una piccola, impensabile oasi con dei suoi tempi e dei suoi spazi propri.

E’ bello passare questo giorno, con queste caratteristiche tutte sue,  con Mario.

Perché di Mario abbiamo conosciuto nei dettagli la storia: non solo nel senso di vicenda, ma anche di storia quotidiana, minuta, spicciola. Ne abbiamo imparato le piccole e grandi difficoltà, le sofferenze, le privazioni. Gli slanci e le passioni. Abbiamo saputo, restituite dal gorgo dei fatti e delle boscaglie, i tempi e i modi del suo personale calvario, insieme a Paolo. Ora abbiamo anche la certezza conclamata della sua vita nella gloria della santità.

Adesso possiamo dire ad alta voce   la verità che avevamo sempre intuito nel cuore: Mario ci è soltanto un passo avanti.

Ci ha preceduto e ci precede.

Ci aspetta sulla NOSTRA strada e ci dimostra, con se stesso, che  non importano le delusioni, le contrarietà, le solitudini, non importa neppure la morte.Chi cerca di seguire per davvero Gesù, lo trova. E per sempre.

Mario è compagno di tutti quelli che lo vogliono.

Ma OGGI puo’ esserlo in particolare di quelli che piangono un vuoto, che sopravvivono a una morte, che si sentono spezzati e senza ragione di esistere per un lutto imprevisto e atroce.Penso alla mamma di Mario, a cui è toccato in sorte vivere un lungo, lunghissimo sabato santo di privazione, silenzio e mistero dolorosissimo. Penso al suo dolore, e a quello degli altri di famiglia, nel non avere potuto avere nemmeno una tomba su cui dare corpo al proprio pianto dell’anima. Penso a tutti quelli che sono nella sua stessa situazione, a tutti quelli che restano soli con la definizione di ” scomparso”. Forse, una nota particolare, un’eco particolare risuonerà tra poco nei loro orecchi  e nei loro cuori, al sentire proclamata quella affermazione inaudita di chi cercava, senza poterlo trovare, il corpo diGesù morto. ” Perchè cercate tra i morti colui che vive?”

Buon sabato, questo sabato, con Mario.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...