Divani e scarponi.

“Padre Mario Borzaga – scrivono gli organizzatori – è un giovane che non ha avuto paura di lasciare il divano e indossare gli scarponi”.“Gli organizzatori” sarebbero coloro che han preso l’iniziativa della  via Crucis che  è in programma questa sera , 7 aprile 2017,  a Trento, partendo dalla chiesa di Sant’Antonio e fino alla cattedrale, teletrasmessa  in diretta sulle frequenze dell’emittente diocesana radio Trentino inBlu. A fungere da meditazioni nelle varie stazioni saranno brani scritti da Mario nel suo Diario.

La frase riportata sopra, invece, si rifà a papa Francesco, che, nel messaggio per la giornata della gioventù di Cracovia , disse:

“Cari giovani, non siamo venuti al mondo per ‘vegetare’, per passarcela comodamente, per fare della vita un divano… Per seguire Gesù bisogna avere coraggio, decidersi a cambiare il divano con un paio di scarpe che ti aiutino a camminare su strade mai sognate, facendo della propria vita un dono a Lui e agli altri”.

Parole come sempre molto chiare e molto concrete.

Non hanno bisogno di nessun commento supplettivo. Specie per noi  che abbiamo  preso “a bordo”- almeno in questi giorni – Mario , che le ha ante litteram realizzate nella sua storia.

Occhio: lo ha fatto NON perché era un santo. Quando ha messo su i suoi scarponi esistenziali NON era più santo di me e di te che stai leggendo. Vediamo di non costruirci i soliti alibi comodi comodi , come se la cosa non ci riguardasse. Lo ha fatto perchè era un cristiano. Esattamente come noi: né più, ne meno. Vedi come la cosa ci riguarda? Ci riguarda da vicinissimo. Talmente da vicino che dovrebbe metterci la febbre addosso.

E, occhio una seconda volta: c’entra niente il fatto che fosse un prete, c’entra niente la missione, il Laos, ed il martirio. Quello è il modo in cui lui, personalmente, ha declinato il suo essere cristiano. Quelle sono state le sue specifiche tappe , che ha raggiunto arrancando come ha potuto nei suoi scarponacci da montagna. Io ne ho e ne avrò altre. Ognuno avrà  le sue.Probabilmente meno clamorose, più nascoste, più ” normali” delle sue. Ma sempre da raggiungere con gli scarponi ai piedi, sempre muovendosi per  strade mai sognate, sempre facendo della nostra vita un dono. Non un gruzzolo piu’ o meno grosso da nascondere occhiutamente e gelosamente sotto il materasso sopra cui poi mi spaparanzo.

A dimostrazione di quanto appena detto, ed essendo oggi giornata di citazioni, ne sparo un paio. La prima è di quello che hanno definito ” un santo borghese”, P.G.Frassati, al momento della morte di poco più giovane di Mario, tutto il contrario di Borzaga nelle scelte evidenti, perché rimasto nell’alveo di una normalità cittadina e apparentemente comodissima. Scriveva il Frassatino: ” VIVERE! Non vivacchiare !”. Il che ha molto a che vedere con i salotti e il divanume ( che sarebbero stati il suo mondo naturale per origine e tradizione famigliare) e altrettanto con gli scarpacci da montagna ( che infatti predilisse anche in senso letterale, scappando appena possibile ad arrampicarsi su per le Alpi). Piergiorgio abitava in una villa meravigliosa nel cuore del quartiere bene di Torino per eccellenza; e lì morì per una polio fulminante verosimilmente contratta nel visitare ( segretamente dai suoi) certe soffitte abitate da ammalati; Mario andò a seguire Cristo sulle montagne e nelle foreste dello sperduto Laos. Entrambi con i loro scarponi ai piedi, entrambi ben decisi a marciare sulle loro strade mai sognate, o sognate assai diversamente….entrambi cocciuti e determinati , indipendentemente dai risultati e dai traguardi. Nessuno dei due , infatti, li vide e neppure li intravvide.

La seconda citazione  non è di un santo, anzi è di un bestione riottoso e recalcitrante , visto che si tratta di una autocitazione. Non riguarda dunque la santità: come potrebbe, venendo da me? Siamo seri. Riguarda però il pantofolare, il comodìo abitudinario, il sardanapaleggiare in casa, comodi, garantiti e ciononostante corrucciati e critici….Dice il testo di una canzone  che linko qui sotto e che chi vorrà potrà ascoltare

“….tocca a noi uscire, lasciare la poltrona….”

Sempre di salotti e divani si parla, insomma.

 

 

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