Bassifondi & completa felicità

Dunque. Abbiamo appena “preso a bordo” Mario, che ci accompagni per un pezzetto di strada, che , dalla quarta di copertina del suo libro, ci imbattiamo in questo:

“Anche nei bassifondi di una finta tristezza, rimango un uomo completamente felice.Ho capito la mia vocazione: essere un uomo felice pur nello sforzo di identificarmi col Cristo Crocifisso.

Complice il fatto di scrivere per il Diario, e non per un pubblico , Mario, nella sua sincerità assoluta, può permettersi il lusso di non essere perfettamente conseguente e logico ( almeno in apparenza) in tutte le  sue affermazioni. Quello che afferma segue l’impeto del suo slancio, che è sempre la risultante tra sentimento, fede di fuoco, volontà tosta, consapevolezza spassionata.

Così, nascono frasi come questa. La preoccupazione non è la coerenza lineare del ragionamento, è la sostanza  della convinzione. All’interno di questa cornice, lo sguardo limpido e veritiero di Borzaga fotografa le cose, e le sue cose in particolare, per quello che sono.

E’ la sua sincerità  lucida fino alla brutalità a farlo parlare di “ bassifondi”: espressione che richiama ambienti miserevoli, deprecabili, poco raccomandabili. Se si pensa di quanta poesia, di quanta retorica, di quanta romanticheria si ammantano di solito i momenti di tristezza esistenziale ( siamo tutti dei piccoli attori compiaciuti quando ci abbandoniamo a piangerci addosso, diciamocelo), viene da sorridere a sentirli bollare in questo modo.

Così come al sentire definire “ finta” la tristezza. Non che Mario fosse un superuomo che ne fosse esente: sono tante le pagine in cui, ruvidamente, la affronta, la racconta, se la guarda in faccia per bene, ne soffre e ne patisce. Niente di artefatto. Niente di intellettualistico. Niente di sdilinquito. La tristezza che gli cade addosso è concreta, legata a fatti, stati d’animo, situazioni, giornate. Eppure,  ne parla senza indulgenza alcuna. Ammessa e portata , inevitabilmente, come un abito che non piace ma che non si è in grado di togliersi di dosso. Da dove salta fuori, allora, quel “ finta” ? Finta , in che senso, la tristezza che sembra trascinarlo nelle zone più oscure e squallide della sua anima?

Noi non lo possiamo sapere con certezza, ovvio. Ma possiamo provare a immaginare. La tristezza intesa come sensazione fallace e soggettiva, come tentazione individualistica e rinunciataria, e quindi, come ogni tentazione per Mario, lontana anni luce dal nocciolo e dal cuore della Verità. Un miraggio negativo , un’allucinazione pericolosa e subdola, finta in quanto divergente dalla unica realtà fondamentale della vita : Gesù Cristo.

A leggerlo nelle sue pagine, Mario non mi sembra avere paura delle tentazioni. Nemmeno della sua debolezza, di cui non si nasconde nulla. Nemmeno della sua capacità  umanissima  di non fare sempre il bene e di potere  fare il male. Col passare degli anni, anzi, certe enunciazioni di principio, solenni , battagliere e un poco ingenue,dei tempi della formazione, lasciano il posto a una considerazione meno prometeica, ma assai più radicata. E’ come se dicesse:  non mi importa la tentazione, il peccato, il male: mi importa Gesù Cristo e la mia volontà di essere con Lui.

Di “ essere Lui”, perfino: la identificazione con il suo Amico e suo Signore è la vera passione che brucia il cuore di Borzaga.

Dunque: la tristezza? C’è e ci sarà, ma so che è finta.

Gli stati d’animo negativi? Ci sono e ci saranno, e sono la parte più buia e squallida  di me: ma anche quando ci sarò sceso ancora una volta, io so che rimango un uomo completamente felice.

Anche qui, occhio alle parole rivelatici: non “sono”, ma “rimango”. Cioè: resto, sono comunque, dovunque e in ogni modo.

Non un uomo felice ( che già è affermazione che a me sembrerebbe temeraria, dovessi farla io) ma un uomo completamente felice: senza se e senza ma, come ameremmo dire oggi.

E dove starebbe allora l’ingrediente segreto, quello che permetterebbe questa alchimia a prima vista impossibile, tra tristezza inevitabile e felicità completa? In quella paroletta che qui sembra fuori contesto : vocazione.

Mario sa (lo sa da sempre e per sempre, almeno a leggerlo) di essere un chiamato. E la chiamata non è vaga e indistinta: si è chiamati per andare da qualche parte. Mario sa anche, da subito, dove è quella destinazione: anzi Chi è. E’ una persona infatti, più che un  che un luogo, e si chiama Gesù Cristo. Identificarsi con Lui non è tanto ( o soltanto) uno slancio , mistico e rapito: è una strada da percorrere, che , detta banalmente, significa: “essere Gesù Cristo” qui e ora. Non importa quanto piccoli e domestici o quanto lontanissimi e sconfinati e sperduti siano  il  qui e l’ora.

Così come Gesù rivela, nel Vangelo, di essere venuto per compiere la volontà del Padre, e per realizzarla (raggiungendo così in questo la sua completa felicità, potremmo dire), così Mario sa, di sé, di essere chiamato ad essere come Cristo, e, facendolo, a raggiungere già qui una felicità vera e completa.

Il problema, lo sappiamo tutti: questa felicità di cui parla, è quella di Gesù. Tutt’altra  roba rispetto alla felicità che comunemente intendiamo noi con questo termine. E Mario, che non è né un esaltato, né un bigottone, questo lo sa benissimo. Tant’è che infila,  al centro della sua affermazione lapidaria, un gancio che esprime tutta la consapevolezza di cosa vuol dire, in concreto, quell’essere felici in quel tal modo.

Non dice infatti, accademicamente: essere un uomo felice e identificarmi col Cristo Crocifisso.

Dice invece, con tutto il suo crudo realismo che non fa sconti e non indora pillole: “essere un uomo felice pur nello sforzo di identificarmi col Cristo Crocifisso.”

C’è un “pur”: un anche se.

C’è uno sforzo, che implica fatica e nessuna garanzia di successo.

C’è “ nello”: uno stare dentro quello sforzo, continuamente; non una prova di forza , e via.

Insomma: la felicità JC way, alla maniera di Gesù Cristo, non solo è certamente dolorosa . Ma è anche difficile da trovare e quotidianamente da ricercare e combattere.

Se volevamo paginette rosa, mi sa che abbiamo sbagliato indirizzo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...