Mario on the road.

Manca poco alla Pasqua. Manca pochissimo alla Settimana Santa.

Il calendario liturgico è cosa bellissima, buona e santa: ma resta un calendario, se non lo traduco nella vita mia, fatta com’è, vissuta dov’è, insieme a chi c’è. E un calendario, se lo lascio per quello che è, è monotono, ripetitivo, ciclico, sempre uguale nelle sue ricorrenze. L’abitudine è quell’ottimo anestetico che tutti conosciamo per esperienza diretta.

Solo che, in questo caso, io mi starei abituando a che cosa? A un racconto mille volte ascoltato e risentito? A riti e funzioni un cicinin più solenni e suggestive? Il rischio c’è. Se lascio che questo rischio si realizzi, però, devo rendermi conto della stupidaggine colossale che sto facendo. Perchè qui la storia di una passione, di una morte e di una inaudita risurrezione, che le letture e i riti mi fanno rivivere, sono molto di più di una storia tra le tante….Insomma: questi giorni che mi stanno arrivando addosso ancora una volta ( ma pensa, siamo già a Pasqua…) mi mettono sotto il naso un fatto, nudo e crudo.

Un uomo che è Dio.

Un Dio che muore come tutti gli uomini.

Un uomo Dio che sbaraglia la morte, vive da allora per sempre e offre anche a me la stessa incredibile strada.

Posso liquidare tutto questo come una data sul calendario? Sì, posso. Se sono un babbeo, posso.

Direi che varrebbe la pena ficcare la capoccia sotto un getto di acqua gelida, svegliarmi una buona volta e capire che, da questa data sul calendario, dipende tutto della mia esistenza.

Di come la vivo.

Di come continuerà.

Di come è di di come sarà.

Un modo ottimo per svegliarmi dall’abitudine e dal torpore, potrebbe proprio essere quello di sfruttare Mario. Il calendario, quest’anno, ci gioca questo strano tiro. La Settimana Santa casca nel periodo , diciamo così, borzaghiano. Che c’è di meglio di percorrere un pezzetto di strada insieme a lui? Fermarsi un attimo, dargli un passaggio, farselo dare a mia volta ( e che caspita di passaggio, in questo caso!) e procedere spediti verso Getsemani, Calvario e Pietra del sepolcro rovesciata?!

Fuor di metafora. “E’ uscita- finalmente – la nuova edizione del “Diario di un uomo felice” di p. Mario Borzaga (2017, Missionari OMI Editrice, p. 7″36, 15 €) con prefazione di don Ivan Maffeis, Direttore dell’Ufficio Nazionale Comunicazioni Sociali della CEI.
Introduzione di p. Louis Lougen, Superiore Generale dei Missionari OMI. È possibile acquistarlo scrivendo a editrice.missionari.omi@omi.it o tramite la comunità oblata più vicina.”

Chiarisco per le malelingue: non c’entro nulla né con il libro, né con l’editore.

La pubblicità è fatta ad esclusivo fine di portarsi Mario appresso.

Un compagno di viaggio che non scorderemo tanto facilmente.

Mario on the road. E noi con lui. Pensiamoci.

 

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