AMORE e amore?

Una lettrice, letto il post ultimo pubblicato, mi ha scritto consigliandomi di meglio precisare il suo contenuto, che poteva prestarsi al fraintendimento, a suo dire, ” che il nuovo Beato parlasse di coppie, mentre invece parlava di amore per Dio“.

Non sia mai: un beato degradato a posta del cuore….Scherzo, naturalmente. Accolgo invece  l’invito volentieri. Anche perché mi suggerisce ulteriori considerazioni.

La prima: certamente Borzaga, in quella citazione, fa riferimento all’amare Dio. Pèrdono  per questo  di validità le cose scritte nel post “incriminato” ? Non mi pare. Anche nel rapporto con Dio, e forse specialmente in questo tipo di rapporto, ci si può stancare di amare.L’amore si traduce in fedeltà, in sequela, in abbandono della propria volontà: tutte cose bellissime, ma impegnative al massimo e straordinariamente faticose. Molto semplicemente, ci si stanca di tanta fatica: quotidianamente, quasi; e più volte al giorno. Come scrive lo stesso Mario in un altro passo, uno prorompe in propositi fiammeggianti e ardimentosi al mattino e, arrivato a sera, può accorgersi, semplicemente  “di essersene dimenticato”. Molto del bene che non facciamo, è dovuto a banali e desolanti dimenticanze, superficialità, stanchezze, più che a cattiveria d’animo. Ille fidelis: Lui, Dio , è fedele. Non certo io. Non certo noi. Un’occhiatina al campo degli apostoli radunati da Gesù intorno a Sé, basterebbe a convircene definitivamente. Poi: ciascuno ha la propria esperienza quotidiana, che gli serve ancora per convincersi che sia così?

La seconda: esiste veramente un AMORE a tutte maiusucole, da serie A se non da Champions League, e un amore in minuscolo, come quello delle coppie- ma non solo – ordinario e più comune? Io non lo penso: non lo penso proprio per nulla. Almeno per due motivi: anche l’Amore per Dio , se è degno di questo nome, è un amore relazionale, personale, radicale . Che coinvolge tutto di te stesso.Come il secondo. E anche l’amore tra marito e moglie, così come una amicizia profonda e vera, è capace di una sua forza creatrice, generativa di energie, vita e risorse,ed  è capace di essere realizzatore e oblativo allo stesso tempo, di portare al compimento della pienezza e al più completo dono di sé.Come il primo.

Non per niente, l’immagine dello sposo e della sposa ritorna insistentemente come figura dell’amore di Dio per la Chiesa e l’umanità.Perché, allora,  andare di bisturi e di steccato, e scandalizzarsi se si osano  mescolare i piani? La fissazione per i recinti è tutta e solo nostra. Dio, almeno quello dei cristiani, pare avere una ottica del tutto trasversale e rivoluzionaria, senza alcun riguardo per le categorie.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...