San Valentino in controcanto.

Scrive Mario a un certo punto del suo Diario:

“In fin dei conti, stancarsi di amare è un bella cosa, perché significa che prima si è amato”.

Una frasetta che ha dentro quel sapore dolceamaro di certe affermazioni del Vangelo, che tu leggi, rileggi, ascolti, riascolti, e in realtà non sai bene come maneggiare.Stancarsi di amare: sono certo che molti storcerebbero e storceranno il naso davanti a questa espressione. “Come ci si puo’ stancarsi di amare?”

E invece si può, eccome.

Per un motivo molto semplice, che rasenta l’evidenza. Amare, costa. Se non costa, è perché non si ama.Non dico che costi dolore: ma costa comunque. Tempo, cuore, sentimento, energia, passione, fantasia, e anche pena, incomprensione, ansia, tensione, paura, magari sofferenza. Sì, sofferenza: forse è eccessivo dire che chi ama soffre, ma certamente può soffrire , sa soffrire se necessario, ed è ben disposto a soffrire, per la persona amata. E non pensiamo solo alle grandi storie d’amore: pensiamo anche ai genitori verso i figli o alle amicizie fondanti della vita, tanto per dire.

Ma sì, sfido la retorica e dico quello che penso. Amare è una magnifica e ardente fatica del cuore: che infatti, ogni tanto, ha bisogno di un piccolo spazio per rifiatare, per non friggere completamente nella padella dell’amore infuocato. Ti amo da morire, dice la frasetta usata e abusata alla bisogna. Ma è significativo, quell’accostamento tra due termini apparentemente in contraddizione.

Se è una fatica, bene:  di una fatica, ci si può stancare. Personalmente io credo meno  a che ci si stanchi di una persona. Magari erano solo i nostri conti e sentimenti fuori misura  in precedenza ad aver ” gonfiato “quella persona ai nostri occhi, no? Ma di amare, sì: capisco che ci si possa stancare.Una stanchezza passiva. Transitoria. Una momentanea resa. Un lasciarsi andare a una pausa , magari senza sapere bene per non si sa bene  cosa.

Non credo che si debba drammatizzare. E’ roba vecchia, stravecchia.Nessuna originalità da parte nostra. Banalissima esperienza generale: da che mondo è mondo. Abbiamo una dannata tendenza al dramma e alla tragedia.Voliamo basso, che non c’è nulla da enfatizzare. L’importante, dico io, è rendersene conto. E provare a ripartire, rimettendosi in moto  proprio da dove ci si era stancati: amando. Non c’è stanchezza altrettanto forte della nostalgia di amare ( e di essere amati). Occhio: parlo di amare e di essere amati. Non di “cavoleggiare”  e di “essere cavoleggiati”.  E per quanto uno si sia chiuso, magari seccato, inaridito, o allontanato per strade che sul momento sono parse avventurose e seducenti, rivelandosi poi sentierini  ridicoli che non portavano da nessun parte…bene, vale molto bene per tutti la constatazione lapidaria di Mario: il bello è che se non si ama più, vuol dire che prima si è amato. Bene non dimenticarsene mai, non cancellare tutta quella roba  con un gesto di teatrale abbandono della scena. Il rischio è di essere tanto ubriacati dalla propria disistima, o dalla propria voglia di novità , che pur di non riconoscerle entrambe, sommessamente e in semplicità, per quel poco e normale che sono, e rimettersi in pista, si preferisce buttare tutto all’aria e sconfinare nel melodramma. E’ tutto finito! La cosa non funziona più! Oppure : Sono un disgraziato! Ho rovinato tutto! Ma quale finito, non funzionare più, disgraziato e tutto: rimboccarsi le mani, guardarsi dritto in faccia allo specchio, sentirsi per come uno deve sentirsi, pensare che prima si è amato, e tanto!!!….e ripartire.

C’è sempre tempo a mettere la parola fine alle nostre cose. Meglio non avere fretta.MAI.

 

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...