Eroismòmetro?

Lo so. Il neologismo è orrendo.Eppure questo, e non un altro, mi è venuto in mente sabato, quando ho partecipato ad un convegno dedicato alla Giornata Mondiale del Malato.

Che è successo? Nulla di speciale, in realtà. Anzi, tutto molto in linea con il consueto modo cattolico di presentare le storie di dolore e sofferenza. Che, non si sa perché, sono sempre infettate da un virus molto riconoscibile: quello della “esemplarità” .Le storie di vita vissuta, che in cattolichese  noi nobilitiamo come ” testimonianze”, nel nostro  ambito sono tutte e necessariamente storie esemplari. Edificanti.In ultima analisi, eroiche: per un verso o per l’altro.

Questo, si badi, non càpita solo con la malattia. Ma con qualunque argomento si tratti. Massimamente se si raccontano storie di beati & santi, che devono avere ( peraltro è uno dei requisiti preliminari richiesti dai processi di beatificazione quello della eroicità delle virtù) la mostrina di eroe in bella evidenza sulla tonaca o sul vestito.

L’altro giorno, per esempio, ci sono state raccontate vicende tostissime, in cui i protagonisti, seppur devastati da mali e sofferenze di ogni tipo, spesso amputati, menomati, ridotti alla immobilità, riuscivano a  trovare parole di lode, di ringraziamento e di speranza in Dio. D’altra parte, basta buttare un occhio sullo scaffale di ogni libreria cattolica dedicato all’argomento malattia, per trovare un campionario inesauribile di storie che ripercorrono tutte questo identico cliché:  direzione segnalata eroismo, meta santità.

Io non sono ovviamente nessuno per esprimere giudizi di merito. Ho sempre il fondatissimo sospetto che questi risultati, comunque  dovuti a una azione prodigiosa della grazia che lavora dall’interno, possano avvenire, laddove veramente avvengano, in tempi, modi e linee non così placidi e immediati come ci vengono raccontati. E poi, mi chiedo: che ne è di tutti gli altri?

Ascoltavo, con un po’ di disagio e una certa tristezza, gli applausi che salivano dalla platea al racconto di tutte queste storie edificanti ed eroiche. E pensavo alla folla immensa di gente di cui pullulano reparti ed ospedali, letti dolenti e case segnate dalla malattia, e in cui la vita viene, pur con la forza e la fatica della Fede, tirata avanti con le unghie e con i denti, portata avanti cocciutamente e coraggiosamente,  ma  senza trovare o esprimere        ( forse nemmeno cercare?) concetti alti e spiritualmente devoti.Pensavo ai tantissimi credenti che, pieni di desolazione e magari di spavento, sperimentano tutti i giorni l’assenza e il silenzio di Dio. Eppure, piangendo amaramente dentro di sè, non perdono la fede, pur senza cantare alleluja e inni sacri.Una fede poveraccia, certo: tribolata, polverosa, addolorata, senza gloria alcuna. Di loro, nessuno parla e parlerà.

Mi domandavo: ma dove Gesù ci ha indicato mai la strada dell’eroismo, nella sua vicenda? Con dolcezza e gratitudine, non ho trovato il punto. Al contrario , non si è vergognato di mostrare delusione, solitudine, paura, angoscia, sofferenza spirituale e fisica, non si è mostrato resistentissimo oltre ogni dire, non ha evitato di pregare per essere liberato dalla prova o di gridare a gran voce il suo Dio mio, perché mi hai abbandonato, che rimbomba nei secoli, a conforto di ogni persona che viva (e senta morire) sulla sua pelle questo senso lacerante di vuoto e di abbandono totali…

Mi domando se ci sia fede più “eroica” di quella che non ha paura di mostrarsi debole, incerta, paurosa, fragile e incostante. Di quella che non capisce, recalcitra, mastica rabbia, piange e batte i pugni a terra e in viso, e poi non riesce a far altro che a piantare gli occhi sul crocifisso e ad abbarbicarsi a Lui.Di quella che vomita persino una bestemmia, che, in determinate circostanze, è l’unico modo che qualche persona riesce a trovare per ruggire la sua fede in Dio.Ma non si ferma lì.

Eppure, c’è da scommeterci,  l’eroismòmetro  sarebbe rimasto fermo, davanti a storie così.

Ma non Cristo, che a costoro, come agli altri, è vicinissimo comunque: a braccia spalancate.

 

 

 

 

 

 

 

 

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