NO LIMITS.

Doveva essere un blog ” a tempo”.

Lo è stato, per un poco. Fedele alle intenzioni iniziali, quelle di accompagnare me stesso e chi mai lo avesse desiderato alla beatificazione di Mario Borzaga, avevo interrotto la sua attività con lo scoccare della data prevista: l’ 11 dicembre 2016.

Il fatto è che  il calendario è una bella cosa, i proponimenti ne sono un’altra e non meno bella, ma il desiderio e l’impulso interiori sembrano fregarsene dell’uno e degli altri e impongono le loro ragioni in un modo estremamente convincente. Pertanto, mi sono detto: e perché mai?!

Perché interrompere proprio adesso il filo di questo discorso appena annodato? Interromperlo con Mario, prima di tutto : perchè è lui che resta sullo sfondo, con la sua esperienza vissuta, le parole del suo Diario di un uomo felice, e la qualifica nuova di zecca di Beato Martire della Chiesa. Poi, interromperlo con le persone che hanno seguito le mie pagine in questi due mesi circa, e impedire la possibilità di annodarlo  con coloro che ci capitassero sopra per vie varie ed eventuali ( come gli itinerari misteriosi della rete spesso spingono a fare). Infine – cosa che tuttosommato mi interessa sopra ogni altra- interromperlo anche col me scrivente.

Non nascondo che l’idea di trasformare in un piccolo libro i post  di questo blog mi ha tentato come una piccola sirena seducente. Su quelli che macinano parole, il vederle fiorire in un volume, bellino, costruito da capo a coda, col suo bel titolo e la sua bella copertina, tutto che fila via compiuto, è sempre una ipotesi ricca di fascino. Ma, in questo caso, la sirena ha cantato inutilmente. Complice il fallimento di un progettino iniziale di respiro e intendimento piu’ vasto,  mi sono reso conto che – forse  – una strada nata per il web valesse la pena continuarla nello stesso modo. Magari allargandola, sviluppandola, portandola in zone lontane da quelle inizialmente previste, facendole- perchè no- scavalcare colli, montarozzi e cime, e calare giu’ per valli, sgarupi e gallerie sotterranee.

La sfida di Mario, continua, dunque. E diventa la sfida di non considerare concluso un bel nulla, di non giungere per niente alla parola fine, di non mettere ordine e senso logico in bel costrutto e bella forma, trattandosi di vita vissuta, di storia vera,  di vita e storia in divenire e in travaso da una a tante , e da tante , magari, in Una sola. Questa sfida mi è sembrato bello non comporla  e  racchiuderla  nella completezza finita del libro, ma lasciarla aperta, anzi bella spalancata:alla portata di tutti, alla mercé di tutti, anche.

No limits, indeed.

La sfida continua. Il blog, anche.

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