Cristiano: o “martire” o niente.

Le virgolette che campeggiano nel titolo stanno ad indicare una cosa sola: che, in questo caso, il termine martire va inteso non nel senso corrente – colui che perde la propria vita  per dare testimonianza  della sua fede – quanto nel senso più letterale di “TESTIMONE”.

Un momento. NON  TESTIMONE “A PAROLE”. Parole, basta.

Ci vuole tempo, ci vuole vita: ci vogliono il mio tempo & la mia vita. Torna anche qui , alla ennesima potenza, quello che avevo osservato a proposito della missione. Io non posso dirmi cristiano, e poi far finta di  niente. Per meglio precisare, sul “dirmi ” posso anche cavarmela: a parole un trucchetto si trova sempre. E’ sull’essere cristiano, che non c’è via di scampo. O lo sono, o non lo sono. Tradotto: o sono di Cristo, o non lo sono. Punto.

Il fatto è questo: se io sono di Cristo, la cosa è talmente coinvolgente  che deve saltare fuori da tutto quanto faccio, dico, agisco e penso. Occhio: non quando parlo di Cristo & Chiesa. Soprattutto quando non ne parlo affatto e faccio tutto, ma proprio tutt’altro. Se non succede, semplicemente io non lo sono, di Cristo. Per capirsi: non basta ( e al limite non importa poi tanto)  andare a  Messa la domenica e le feste comandate, o no. Bisogna vedere come vivo tutti gli altri giorni. Il punto è che non mi è  proprio possibile dire ” credo in Gesù Cristo” e poi vivere- al di fuori della porta della chiesa – come chi non ci crede, o vivere senza pormi il problema.

Occhio: qui non parlo di comandamenti, etica e virtù.

Tutte cose sante, ma che vengono successivamente.

Qui parlo di dare tutta quanta la mia vita ( tutta la mia vita: non un pezzo, un pezzetto, una frisina, ma la mia vita tutta intera così come essa è, come io sono, dove io sono, con chi io sono) per gli altri e per Gesù Cristo: che sono poi le due facce della stessa medaglia. Per fortuna mia, a pochissimi di noi verrà richiesto di dare fisicamente il proprio sangue, morendo per Cristo.Francamente dico: spero tanto che non sia chiesto a me.

Ma a tutti noi, e quindi personalmente  anche a me, è chiesto di dare tutta quanta la vita, come essa è, per Lui. 

Martire , quindi testimone, con la mia vita.

Testimone, quindi faccia di Cristo nel mondo, con la mia vita.

Posso saccheggiare le parole di Mario per prendere, con le dovute differenze, un pelo di consapevolezza e di passione nel seguire questa strada.

Perché il cristiano, o è martire, o non è.

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