Cristiani: o missionari, o niente.

Lo so. Uno scrive missionari e partono in automatico, nella testa, immagini esotiche di foreste, giungle, villaggi sperduti nel deserto. E’ la sindrome di “Mission” : il magnifico film di Joffe con la colonna sonora incalzante e solenne di Ennio Morricone. Bellissimo tutto. Però…

Però poi uno legge il Diario di un uomo felice e si accorge che – probabilmente – la Missione che uno sogna è un cosa, e la missione che incontra e che vive tutti i giorni è un’altra; che la quotidianità senza clamori  si mangia quasi tutte le giornate che si pensavano magari eroiche; che l’amore per la testimonianza non salva dalle incomprensioni, dalle meschinità, dalla difficoltà di comunicazione, dalle antipatie reciproche, magari istintive,  anche verso le persone a cui uno ha scelto di venire inviato. Che insomma non ci sono scene madri e colonne sonore a sottolineare, che le ali angeliche non spuntano e che, come sempre nella vita del cristiano, il “principio nobile” passa per la legge fondamentale della incarnazione.

Perché sottolineare questo aspetto, qui e adesso?

Perché bisogna abbandonare l’idea che la Missione riguardi solo ” i missionari”: riguarda tutti i cristiani al mondo, ognuno singolarmente preso.O, per dire la cosa con altre parole,  a tutti, a tutti quanti noi,  a me per primo, è chiesto espressamente di essere, di diventare, di vivere da missionario. Bisogna sradicare dalla mentalità l’idea che io sia cristiano e basta: io sono cristiano perché  scelto e mandato. Non è Cristo in mia funzione, ma io, incredibilmente , in funzione sua.

Ovvio che questo non significa che io debba abbandonare tutto domattina e salpare per terre lontane . Assolutamente no. C’è bisogno di missionari qui, qualunque sia questo qui. C’è bisogno di missionari in tutti i pezzi di mondo , a partire dai miei. E quando dico c’è bisogno, non intendo dire che qualcuno- non meglio identificato- dovrà farsene carico. Intendo dire che io sono un missionario per il fatto stesso di essere cristiano : sono in missione per conto di Gesù Cristo. Non è che abbia scelta, o che possa chiamarmene fuori. Non me l’ha ordinato il medico di essere cristiano. Poi me ne posso fregare, ma questo è un altro paio di maniche.

Devo piantarmelo bene in testa . O missionario, o niente.

 

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