I due piatti della bilancia.

Lucia Borzaga, per introdurre la sua comunicazione ufficiale sull’ 11 dicembre, ha scelto queste parole  scritte da Mario :

Non so dove mi condurrà Gesù, ma quando Egli ci santifica non promette di condurci per la via che avevamo immaginato, di parlarci con le voci più gradite, di farci accostare le persone più simpatiche, di mandarci le prove più carine e facili.
Gesù, quando ha deciso di farmi santo, ha preso tutto in blocco il mondo che mi circonda, con tutti i suoi difetti, la sua terra, la sua prosaicità e ha preso me tutto d’un pezzo, invitandomi a vederlo e ad amarlo in tutto quello che mi circonda:
dovunque, nelle cose belle e brutte, inutili e noiose, piccole e grandi, piacevoli e penose, noiose e strazianti, poiché di queste è fatta la mia vita e io devo amare Gesù con la mia vita.

P. Mario, Diario di un uomo felice, 3 dicembre 1956.

La storia di Mario come una bilancia a due piatti:  su un piatto  Mario Borzaga, sull’altro Gesù di Nazaret.
Due persone, innanzitutto.
Il Cristo della fede in Mario non ammazza mai la dimensione personale del suo incontro con Lui. La vita dello spirito non puo’ mai prescindere da un rapporto a tu per tu che Borzaga intavola e tiene con il suo Signore: per meglio dire, a leggere le sue parole, un rapporto che il suo Signore ha intavolato con lui, senza più lasciarlo un attimo.
Cosa tiro fuori da queste poche righe? Un sacco di roba importante e forte.
Intanto, che Gesù mi conduce: non sono un  legno trascinato dalla corrente dove va ,va; ma nemmeno il borioso timoniere della mia vita. C’è un LUI che mi conduce: a farmi santo. Pregasi notare: è Lui che  guida, non io  che procedo. Ci fa santi: non ci facciamo santi. Occhio al trappolone del farmi il mio bel  film  in testa: la mia  immaginazione è fervida, personale e del tutto campata per aria. La via non è e non sarà mai la mia, quella che avevo immaginato per me, magari con le migliori intenzioni. E come potrebbe esserlo, dico io, dal momento che sappiamo bene che cosa è quella via, anzi CHI è : ” IO sono la via, la verità e la vita”?
Poi: occhio due volte alle aspettative che mi  costruisco, gonfiandole come delle mongolfiere; sono magari umanamente bellissime, ma non c’è traccia di esse nel Vangelo.Gesù non promette mai che realizzerò le mie aspettative: mi garantisce, se lo vorrò, che potrò realizzare le Sue su di me.
Ancora: occhio tre volte a corazzarmi con le autodifese della finta modestia: sono debole, sono terraterra, sono pieno di difetti. Bella scoperta, sono io! E proprio così come sono, Gesù mi sceglie e mi manda: se avesse avuto bisogno di un cherubino, non avrebbe piazzato gli occhi su di me. Mi prende “tutto d’un pezzo” così come sono. Che cosa sto ancora a frignare sul come vorrei essere, come dovrei essere, come avrei voluto essere, come avrei dovuto essere…una gigantesca perdita di tempo parolaia.Conta niente.
E infine occhio , anzi superocchio, a non sprecare tempo e vita ad aggirarmi come un babbeo chiedendomi: ma dov’è Dio? Cristo, dove sei? e altre domandine dello stesso genere.
A queste domandine Mario taglia le gambe, con una  di quelle sue risposte lapidarie e definitive che ti lasciano per un attimo tramortito: Dio è  in tutto quello che mi circonda.
Dovunque, nelle cose belle, brutte, inutili, noiose, piccole, grandi, piacevoli, penose, noiose e strazianti….. ” poiché di queste è fatta la mia vita “.
Se poi, acquisito questo, mi sentissi pacificato e “in porto”, beh, sarei fuori strada completamente. Questo non è il punto di arrivo, ma il punto di partenza della mia storia da cristiano. Altrimenti scambio gli occhi con la coda e faccio come quelli che chiamano il giorno del matrimonio  il ” coronamento della storia d’amore”: ma quale coronamento?
Nessun coronamento. E’ l’inizio di una  storia che  piuttosto dovrà essere coronata giorno per giorno fino alla fine. Così è per me come cristiano: non è il momento del mio eventuale sì, quello che conta: è viverlo, ‘sto benedetto sì.
Mario lo dice molto meglio di me, da par suo:  “di queste cose è fatta la mia vita e io devo amare Gesù con la mia vita.”
Ecco, appunto.
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