Mario e l’otre nuovo di zecca.

Un altro blog cattolico molto seguito, http://www.vinonuovo.it, da notizia della beatificazione  di Mario Borzaga , e ospita un mio caldo invito , per chi vuole seguirlo, alla lettura del Diario di un uomo felice . Vinonuovo si chiama così con riferimento al versetto del Vangelo di Luca dove si legge: “Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi “.

Do una sbirciatina imbarazzata al mio modo di essere cristiano. Una gran dispendio di energie,  una quantità di contorcimenti, scuse di ogni tipo a volontà, e tutto per cercare di far quadrare il cerchio : travasare vino nuovo in un otre malandato e rabberciatissimo.Cerco di versare la novità completa e dirompente del Vangelo  nella mia mentalità, la sua proposta – che è rivoluzione pura e rivoluzione vera ( perché sarebbe rivoluzione di tutto il mio modo di vivere) – nel mio  tran tran quotidiano :  fatto apposta per filtrare, fermare, depotenziare, disinnescare ogni genere di sommovimento. Come fare quagliare la rivoluzione con il pochetto sicuretto, con il quieto vivere, con il mi accontenterei di , con il non chiedo tanto….?!

Il come non c’è, il cerchio non si fa quadrato, il vino nuovo spacca in mille punti l’otre vecchio: e il rischio è quello che  si legge piu’ avanti nello stesso passo del Vangelo. Che davanti alla possibilità di trovarsi a secco di vino e con i cocci in mano, cornuto & mazziato potremmo dire, uno lasci perdere il vino nuovo, resti su quello vecchio, per quanto inacidito, passato, marsalato posa essere, dicendo a se stesso e agli altri – cercando di essere convincente il più possibile: in fondo, senti ‘sto vino vecchio quanto è gradevole! E così si accontenta e si condanna a bere  vinaccio a vita.

Mario ha risolto il problema da par suo. Via il vino vecchio, di cui scova con pignoleria ogni difetto e cattivo gusto, squadernandolo senza nulla nascondere nel suo Diario. Avanti con il nuovo, a fiotti: di cui avverte non solo la bontà, ma la forza, l’effervescenza, il sommovimento continuo, la capacità di trasformazione di te stesso. E, contemporanemante, avanti con la rottamazione dell’essere otre vecchio e con l’impiego di un otre nuovo di zecca, nuovo di pacca, nuovo fiammante. BORZAGA, si chiama questo otre nuovissimo.E Mario, che tutto è fuorché un illuso, non si culla nel sogno di poter  essere pronto a contenere la novità del suo Cristo. Si appoggia invece alla ferrea  certezza delle Sue parole : Senza di me , non potete nulla.

Gia, senza di Te. Ma con te, Signore, la musica cambia , e quel musicista di Mario ha un orecchio sopraffino e se ne accorge, eccome!

Buona lettura.

http://www.vinonuovo.it/index.php?l=it&art=2475

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