Niente & debolezza.

Un bel binomio, non c’è che dire.Chi mai se lo farebbe stampare sul biglietto da visita, ben chiaro sotto il proprio nome? Eppure quando Mario Borzaga viene ordinato sacerdote, annota sul suo  Diario questa piccola frase:

Cristo che mi ha scelto è lo stesso che ha dato vita e forza ai martiri e alle vergini: erano persone come me, fatte di niente e di debolezza. Anch’io sono stato scelto per il martirio”.

Devo dire che in poche altre occasioni ho trovato, impastate in un mix a primo sguardo contraddittorio, solennità e miseria, grandezza e meschinità, fragilità e forza.Il tutto poggiato su una base di certezze dichiarate. La prima è la scelta di Cristo. Interessante notare come , nel giorno del ” coronamento della vocazione”, Mario sottolinei l’aspetto opposto: non la sua  scelta sacerdotale, ma l’essere stato scelto.Non la sua risposta alla chiamata, ma la scelta che viene prima della chiamata stessa. E’ Cristo, non Mario, il protagonista di quel giorno. E Lui,piantato all’inizio della frase, che da senso e potenza a tutto il resto.

Consapevolezza dei propri limiti?Certo, e ce ne eravamo accorti da subito.Ma, occhio: non per questo, animo rassegnato e rinunciatario.L’ aggancio che segue è immediatamente altissimo: “ai martiri e alle vergini” che non per nulla richiama in questo stesso pensiero.E non stupisce: se la scelta è fatta da Cristo, non è casuale, e non è per niente.Dunque, sensatamente,  Mario la collega ai traguardi  più difficili; che tuttavia vengono resi raggiungibili e praticabili proprio   dalla constatazione spassionata della propria nullità.

Se i martiri e le vergini fossero  ricettacoli ineguagliabili di virtù, e basta, nati già con le loro aureole d’ordinanza, sarebbe pura presunzione e abbastanza una follia  rapportarsi ad essi. Ma poiché sono persone come me, fatte di niente e di debolezza, ecco che diventano alla mia  portata, perché è Cristo che ha dato loro  vita e forza: e che la puo’ dare a me allo stesso modo.

Un ribaltamento radicale di prospettive, una rivoluzione copernicana che schioda il me stesso dal centro, e ci piazza, saldamente , Gesù Cristo.E qui viene la seconda certezza assoluta, quella che chiude la frase con un tono definitivo e senza dubbi. ” Anche io sono stato scelto per il martirio”.Prima o poi bisognerà affondare le mani nella brace di questo tema, che scotta e ci fa male al solo sentirlo nominare. Qui mi limito a osservare la sicurezza della convinzione, la certezza del parere.Anche la tranquillità con cui viene messa nero su bianco una dichiarazione del genere da parte di un giovane  ventiquattrenne. Noi, a quasi sessant’anni di distanza , conoscendo adesso la sua vicenda ormai compiuta, possiamo solo riconoscere, non senza emozione, quanto fosse lunga e profonda e  acuta la vista di quel ragazzo.

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