Qui e ora.

“Rimando sempre a un altro domani ….” scrive padre Mario, a proposito della sua santificazione. C’è da rimanere sbalorditi di questa affermazione in bocca a un ragazzo non ancora trentenne, che dimostra, in quello che scrive, di avere consapevolezza lucida della unicità e della irripetibilità di ogni singola giornata di vita. Quando si è giovani, e Mario lo era fino in fondo e non solo in senso anagrafico, si rischia piuttosto di ignorare  l’orizzonte temporale, che ci appare illimitato. Non Mario: che , per dir così, imbriglia gli entusiasmi e l’irruenza dei suoi anni, che pure vive appieno, con il senso della urgenza della chiamata da un lato e della finitezza del tempo a disposizione  dall’altro.

….benchè comprenda a perfezione che solo il momento presente mi salva”.

Sorrido a scoprire ancora una volta la franchezza quasi brutale con cui Borzaga si dice le cose : nessuna clemenza autoassolutoria, nessuna pillola indorata. Non ogni tanto mi capita di rimandare….ma:rimando sempre. Non mi viene il dubbio che  sia il momento presente  quello in cui potrei salvarmi….ma: comprendo a perfezione che è così.Credo che, anche per me, ci sia una bella lezione di libertà in questo essere spicci e veraci verso se stessi:  mi basta pensare alla quantità di tempo, di energie, di mente che io ho sprecato e continuo a sprecare facendomi cento e mille film diversi su di me e sulle mie storie. Elucubrazioni, retropensieri, interpretazioni, giustificazioni: tutta roba che a un certo punto mi ingarbuglia e mi rende prigioniero di me stesso. Mario sceglie una altra strada e tronca, sul nascere, tutta questa giungla che poi dilagherebbe fino a prevalere.

Avere cognizione e rispetto dell’importanza del momento che si vive, del presente, è un’altra grande dritta : a maggior ragione se si parla di santificazione. Mario , e il passare del tempo nel suo diario lo dimostra, conosce -come tutti- la fase dei grandi sogni  (propositi e programmi  nobili e alti), e una seconda di realismo e disincanto, specie su se stesso.Ma in ogni fase non sottovaluta mai la dimensione quotidiana, lo spazio della giornata come vero terreno su cui giocare la partita. Lo fa con una tenacia che rasenta la tigna: mai una  illusione su facili e improbabili miglioramenti clamorosi nel suo cammino di santità . Ma senza mai piangersi addosso, con quella voluttà amara che esaurisce in se stessa ogni energia e ogni volontà. Mario è un combattente nato, buon incassatore e con il passo resistente del fondista: per quanti momenti duri possa aver passato.

 

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